Il Battistero di Firenze

Dedicato a San Giovanni Battista, patrono della città di Firenze, sorge di fronte al Duomo di Santa Maria del Fiore, in piazza San Giovanni . Inizialmente era collocato all’esterno della cerchia delle mura, ma fu poi compreso nelle mura realizzate da Matilde di Canossa. Il battistero si trova fra Piazza del Duomo e Piazza San Giovanni, fra il Duomo e l’Arcivescovado, nel centro religioso della città.
La facciata principale dell’edificio ottagonale è rivolta verso il Duomo, mentre l’abside si trova verso Ovest. L’edificio fu costruito su resti di una struttura romana, una ricca domus del I secolo  DC, con mosaici a motivi geometrici ritenuta in origine un tempio dedicato al dio Marte . La data di fondazione è assai incerta: si pensa al IV -V secolo  DC, con rimaneggiamenti nel VII secolo  durante la dominazione longobarda, forse in seguito alla conversione al cristianesimo della regina Teodolinda.

La denominazione di basilica indica che l’edificio doveva svolgere le funzioni di chiesa cattedrale. Il papa fiorentino Niccolò II riconsacrò la basilica, ancora cattedrale di Firenze, nel 1059. Nel 1128 l’edificio diventa ufficialmente il battistero cittadino e intorno alla metà dello stesso secolo viene eseguito il rivestimento esterno in marmo, successivamente completato anche all’interno; il pavimento, sempre in tarsie marmoree, viene realizzato nel 1209 . Nella seconda metà del XIII secolo viene inoltre realizzata la cupola. L’abside a pianta rettangolare (scarsella) viene realizzata nel 1202, e dotata di un altare. Tra il 1330  e il 1336  viene eseguita la prima delle tre porte bronzee, commissionata ad Andrea Pisano dall’ “Arte dei Mercatanti, o di “Calimala”, l’Arte più antica. La porta, inizialmente collocata sul lato est, il più importante, di fronte al Duomo fu spostata sul lato sud per collocare al posto d’onore la seconda porta. Tra il 1401  e il 1424  venne realizzata la seconda porta da Lorenzo Ghiberti , vincitore di un concorso  a cui parteciparono celebri nomi alla stregua di Filippo Brunelleschi e Jacopo della Quercia. Inizialmente collocata sul lato orientale fu successivamente anch’essa spostata sul lato sud. La terza porta, eseguita sempre dal Ghiberti tra il 1425 e il 1452  e chiamata da Michelangelo “Porta del Paradiso”, tuttora occupa il lato orientale.

Per la realizzazione delle due porte, il Ghiberti creò una vera e propria bottega di bronzisti, nella quale si formarono artisti come Donatello , Michelozzo , Masolino e Paolo Uccello . Nel 1576 , in occasione del battesimo dell’atteso erede maschio del Granduca Francesco I de’ Medici , Bernardo Buontalenti ricostruì la fonte battesimale, distruggendo quelle medievali ricordate da Dante Alighieri. La necessità di un edificio di vaste dimensioni si spiega con l’esigenza di accogliere la folla che riceveva il battesimo solo in due date prestabilite all’anno. L’edificio è coperto da una cupola ad otto spicchi, mascherata all’esterno dall’attico e coperta da un tetto a piramide schiacciata. Sul lato opposto all’ingresso sporge il corpo dell’abside rettangolare (scarsella ).  La decorazione esterna è in marmo bianco di Carrara  e verde di Prato . Nel rivestimento a mosaico della cupola sono raffigurate le gerarchie angeliche, il Giudizio Universale, storie della Genesi, storie di Giuseppe , di Maria , di Cristo, e storie di San Giovanni Battista. Nelle formelle della porta di Andrea Pisano, suddivisa in 28 formelle, sono narrati episodi della vita di San Giovanni Battista, e personificazioni delle tre virtù teologali e delle quattro virtù cardinali in basso. Nella Porta nord, di Lorenzo Ghiberti anch’essa suddivisa in 28 formelle, si narrano storie del Nuovo Testamento , e le ultime due file mostrano i quattro evangelisti  e quattro Dottori della Chiesa. Ma la più rinomata è senz’altro la Porta est, detta anche “Porta del Paradiso”.

I riquadri presentano scene dell’Antico Testamento , che si susseguono su entrambi i battenti da sinistra a destra e dall’alto in basso. La porta fu danneggiata dall’alluvione del 1966  e i rilievi sono attualmente sostituiti da copie, mentre gli originali, restaurati, si trovano nel Museo dell’Opera del Duomo. Vi era esposta anche la Maddalena, scolpita da Donatello  in legno. Danneggiata nell’alluvione del 1966  l’opera è attualmente esposta nel Museo dell’Opera del Duomo . Presso la Porta del Paradiso sono presenti due colonne in porfido, spezzate, che furono donate da Pisa  come ringraziamento per l’aiuto che Firenze le aveva prestato contro Lucca  nel 1117 .
Nelle colonne della porta sud sono scolpiti in leggero bassorilievo due rettangoli: sono due misure di lunghezza in uso nell’alto medioevo: il piede longobardo e quello fiorentino. Dante cita il battistero nella sua Divina Commedia. Egli inoltre dice che una volta, per salvare un ragazzo che rischiava di affogare, fu costretto a rovesciare una delle pozze dove si battezzavano i fanciulli, rompendone il bordo. Questa frattura, secondo i cronisti fiorentini, era ancora visibile quando le fonti battesimali vennero distrutte da Bernardo Buontalenti  nel 1576 .  Sul lato sud, vicino all’abside, si vede incassato alla base, sull’esterno, un sarcofago scolpito, forse di epoca romana, con una scena di navi e persone.

Orari: www.operaduomo.firenze.it